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Domus Aurea - The Hall of Masks and Neighboring Environments
Conservation and Enhancement of the Hall of Masks, corridor "131" and Neighboring Environments.
 
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THE DOMUS AUREA
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Nerone, probabilmente dopo l'incendio del 64 d.C., fece iniziare la costruzione della Domus Aurea...
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A partire dal 1984 l'ISCR, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Roma, inizia un progetto di carattere sperimentale all'interno di due delle più belle sale dipinte della Domus Aurea: la sala delle maschere (ambiente 114) e il corridoio adiacente (ambiente 131). Si decise di tenere sottocontrollo il microclima, causa principale del degrado degli affreschi, confinando gli ambienti attraverso dei sistemi di chiusura con porte termosaldate a tenuta stagna per stabilizzare i parametri termo-igrometrici evitando i dannosi scambi di aria carica di inquinanti atmosferici tra interno e esterno delle sale. Grazie ai monitoraggi ambientali e ai test sperimentali realizzati negli anni '80, l'ISCR ha potuto confermare la validità dell'impostazione scientifica del confinamento ambientale che a distanza di più di 25 anni ha permesso la conservazione nel tempo degli splendidi cicli pittorici della sala delle maschere e del corridoio 131.
A partire dal 2004 l'ISCR ha deciso, dopo 25 anni di positiva sperimentazione, di riprendere il progetto di confinamento ambientale della sala delle maschere, introducendo le necessarie innovazioni tecnologiche per completare gli interventi di restauro e conservazione e garantire al contempo la fruizione pubblica controllata.

Criteri di intervento
La metodologia generale di intervento è stata articolata in sei fasi successive:
1) rilevamento dati
2) analisi dati e progettazione preliminare
3) esecuzione di limitati interventi sperimentali
4) rilevamento nuovi dati
5) analisi dati e progettazione generale
6) esecuzione degli interventi definitivi

Cronologia degli interventi ISCR

1984 - Interventi sperimentali eseguiti su ambienti campione: Confinamento forzato
Sono stati scelti 3 ambienti: n 92, 114, 131: caratterizzati da alcune analogie: sussistenza di ampie fasce di superficie dipinta, impermeabilizzazione estradossale funzionante quanto basta per impedire percolazione diretta dell'acqua piovana delle volte, presenza di sensibili flussi d'aria in direzione longitudinale. Sono stati eseguiti nei tre ambienti una serie di test di restauro, di misure e di prelievi fisici, chimici e biologici condotti con materiali, tecniche e metodi unificati. Per i due ambienti n. 114 e 131, è stato successivamente effettuato il sconfinamento, tamponando con mattoni tutte le aperture situate nella parte alta delle pareti e chiudendo invece i vani delle porte di accesso, due per ambiente, con serramenti di acciaio inossidabile e vetro appositamente predisposti. La modificazione imposta è finalizzata sostanzialmente alla stabilizzazione dei parametri fisici: temperatura, umidità relativa, velocità dell'aria, temperatura superficiale delle pareti, la cui variazione ciclica è causa di deterioramento delle superfici. L'andamento differenziato di tali processi della nuova situazione artificialmente imposta (ambienti 114 e 131) rispetto alla situazione indisturbata (ambiente 92) viene rilevato con una serie di misurazioni di tipo chimico e di tipo biologico, programmate a cadenza periodica.

Febbraio / luglio 1984: indagini microclimatiche
(da Accardo - Cacace - Rinaldi 1986)
Campagna di misure preliminari con tradizionali termoigrometri a capello al fine di individuare un insieme di ambienti campione rappresentativi delle tipologie ambientali della Domus Aurea e dimensionare il sistema di misura (numero, tipo di sensori) e frequenza di campionamento. Sono stati inoltre effettuati saggi campione di indagine termografica finalizzata anche ad una caratterizzazione strutturale.

1985 - Indagini chimiche e chimico - fisiche
(da Artioli - Diana - Di Pierro - Giovagnoli - Laurenzi Tabasso - Marabelli 1986)
Sono state fatte analisi chimiche e chimico fisiche allo scopo di:
- stabilire un rapporto tra qualità dell'aria, microclima e deterioramento osservato;
- suggerire un modello di degrado;
- caratterizzare i materiali costitutivi;
- sperimentare una metodologia d'intervento;

Settembre / ottobre 1985 - Gennaio 1986 - Test di restauro
(da Fazio - Mora - Provinciali 1986)
Gli interventi conservativi-campione, condotti su limitate superfici, sono stati realizzati nelle sale 114 e 131. Le diverse forme di alterazione a carico della pellicola pittorica e degli strati più superficiali dell'intonaco possono essere così schematizzate:
1) Incrostazioni, più o meno aderenti alla superficie dipinta, disomogeneamente estese, di durezza variabile, aggregate talvolta a formare una sorta di reticolo sulle decorazioni.
2) Efflorescenze, diffuse o localizzate, in forma di velo continuo o in piccole passerelle di cristalli aggregati.
3) Decoesione e/o polverizzazione, a carico della pellicola pittorica, o dell'intonaco, le particelle dei quali risultano a volte inglobati nelle aggregazioni di sali in superficie.
4) Distacchi della pellicola pittorica, sotto forma di piccoli crateri sollevati, localizzati in aree particolari.
5) Cadute della pellicola pittorica e dell'intonaco, variamente estese.
6) Attacchi biologici, per lo più con aspetto di patina riferibili a stati vegetativi diversi di vari microrganismi. Sono presenti inoltre depositi superficiali, residui di interramento degli ambienti, o dovuti a infiltrazioni di acque di scolo.
In riferimento a queste forme di alterazione sono stati realizzati trattamenti sperimentali di pulitura e di consolidamento della pellicola pittorica; la pulitura, eseguita con diverse metodologie ha consentito la rimozione dei materiali, dovuti ai fenomeni di alterazione presenti sulla superfici dipinte (sali solubili, residui di scavo, patine microbiologiche); il consolidamento è stato realizzato nell'intento di ristabilire la necessaria adesione al supporto di frammenti; di pellicola pittorica con diversi livelli di coesione.

2004 / 2009 - Restauro delle pitture della sala delle Maschere e del corridoio 131
Dopo il restauro della parete sud della sala delle Maschere, affidato dalla Soprintendenza archeologica di Roma alla restauratrice Flavia Vischetti, l'ambiente restò chiuso e le condizioni delle pitture restaurate restarono inalterate fino al 2004 quando, nell' Ottobre 2004, iniziò il cantiere didattico per gli allievi ICR del terzo anno. Tale intervento, è stato completato nel periodo Giugno-Luglio 2005 dalla Ditta Werner Matthias Schmid. Negli anni successivi si portò a termine il restauro delle pitture sulle pareti nord e ovest e nel corridoio 131.
 
The Hall of Masks
La Galleria delle Immagini
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The Corridor 131
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